L'IDEA?!
L'Idea
è il pensiero, la passione, l'azione, degli individui
tesi a distruggere ogni forma di coercizione e a costruire una condizione
di reale eguaglianza e libertà: l'ANARCHIA.

L'Idea
e anche uno dei modi per conoscere il pensiero, l'azione e gli individui
lanciati nella sfida all'ordine costituito.
L'Idea è una biblioteca,
nata circa sette anni fa dall'incontro d'individualità anarchiche
interessate a rendere fruibile il materiale (libri, opuscoli, periodici,
manifesti, ecc.), raccolto nell'Archivio Internazionale di Controcultura
del Movimento Operaio, prima gestito individualmente, e che nel
corso di quest'esperienza si è arricchito di molto altro materiale.
Non abbiamo dato vita ad un gruppo politico, ma consideriamo questa nuova
realtà, gestita collettivamente secondo il principio dell'unanimità,
interna al movimento anarchico del quale custodisce parte del patrimonio
storico/culturale.
Siccome non rispondiamo certo alla figura professionale di "bibliotecari"
(non ci piacciono le specializzazioni), in quest'ambito da anni distribuiamo
materiale anarchico e libertario autoprodotto. è nelle nostre intenzioni
pubblicare degli opuscoli che servano a far conoscere testi attualmente
di difficile reperibilità.
Precisiamo che la biblioteca è completamente autofinanziata
sia con le quote di chi è all'interno del progetto sia attraverso
la diffusione.
Invitiamo coloro che sono interessati alle attività della biblioteca
o che abbiano proposte di passare durante i giorni d'apertura del martedì
e venerdì dalle ore 16.00 a Via Braccio da Montone 71-71\A
oppure scrivere a biblidea@bastardi.net.
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La Biblioteca anarchica l’Idea
È lieta di invitarti alla serata
CHIODO NON SCACCIA CHIODO
CENA VEGAN
VIDEO
MUSICA
Sonorità notturne di 4 EFFE all’organo elettronico
GIOVEDI 10 LUGLIO
Dalle ore 20.00
Allo sqoat garden di TORRE MAURA OCCUPATA
Via delle Averle 10
Bus 105/312/556 Trenino Roma/Pantano
Serata a sostegno delle attività della Biblioteca

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come arrivare alla biblioteca:
una lista di Bus e tram utili:
La biblioteca è
aperta tutti i
martedì e venerdì dalle ore 17.00 |
IL DUBBIO...
L'IDEA CADUTA NELLA RETE?!
Ecco quindi anche la Biblioteca
L'Idea, proiettata nel mondo virtuale; in un'epoca come questa, popolata
da sostenitori convinti dell'indispensabilità di Internet, ci si
potrebbe chiedere:" tutto 'sto tempo pe'fa' un sito?"(locale
cadenza e usanza romana). In realtà la posticipazione della nostra
entry telematica è da ricondurre più alle perplessità
espresse da alcuni di noi che ad una mancanza di strumenti o di capacità
tecniche per la realizzazione di un sito. Tali perplessità tuttora
rimangono inalterate: riguardano la tipologia dello strumento; la qualità
delle relazioni intraprese tramite esso; la critica generale alla tecnologia-progresso
e ai meccanismi perversi di potere fisico e psicologico a cui è
da sempre connessa; il controllo sbirresco facilitato dall'uso, spesso
anche inconsapevole, di certi strumenti.
E' constatabile quanto i rapporti e le esternazioni di pensiero
in rete spesso non abbiano riscontro d'azione nella realtà sia
per la distanza fisica che separa i soggetti coinvolti sia per quella
d'intenti che si danno per scontati teoricamente ma non hanno poi rispondenza
nella pratica. Succede anche che, in contrasto ( o proprio a causa di
) la strabiliante velocità a cui viaggiano le notizie, ci si incagli
tra i milioni di byte di botte e risposte, non sapendo più "a
chi da' i resti" sfoderando i toni più accesi che rischiano
di tradursi in portentose elucubrazioni intellettuali che dal computer
difficilmente migrano per misurasi sul pratico e generare effettiva incisività
di radicale cambiamento sociale. Ovviamente a tali asserzioni si contesterà
il fatto che da parte di alcuni o molti è conseguito l'obiettivo
di una conoscenza diretta successiva al primo approccio su una mailing
list , che ha portato ad un consolidamento o all'estinzione dei rapporti.
Rapporti che in ogni caso sono falsati, in quanto una conoscenza ravvicinata
e personale comporta del tempo di approfondimento e di verifica di affinità,
in cui l'aspetto pratico della frequentazione continuativa e l'esperienza
comune è fondamentale, nella ricerca di percorsi rivoluzionari,
sennò si ricalca il modello antico del penfriend chattando per
compensare illusoriamente la solitudine prodotta da questa merda di società
basata sulla coercizione e la competitività.
Quanto una persona a distanza, con un vissuto completamente
diverso dal nostro, può comprendere ciò che noi stessi viviamo,
in un contesto sociale ad essa estraneo, soprattutto in un momento in
cui il potere recupera tutto, proprio sotto forma di antagonismo, in cui
le medesime parole, un tempo rivoluzionarie, sono usate per occultare
concetti estremamente differenti e il significante è in netta contraddizione
con il "nuovo" significato?
Questa corsa alla tecnologizzazione, a munirsi degli strumenti
più aggiornati (upgrade mania), o anche il riciclaggio e l'uso
di free software ( che per lo meno tentano di contrastare il monopolio
dei sistemi proprietari e il controllo coadiuvato di multinazionali e
stati), la richiesta di estensione per "pari opportunità"
ai paesi che non "godono" di tale "stadio evolutivo"
non rispecchiano però una concezione liberante valida per tutti.
Ci sono ancora individui e popoli radicati alla terra e che in armonia
con essa vogliono vivere, così come i loro predecessori, senza
considerare l'energia elettrica fattore determinante per la propria sopravvivenza
, i Mapuche ad esempio individuandone la sua potenzialità distruttiva
si stanno opponendo, nella più complessiva resistenza all'invasione
delle multinazionali, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche
che finirebbero di distruggere le loro terre d'origine.
La possibilità di usare certi strumenti non comporta quindi conseguentemente
la liberazione degli individui, il più delle volte produce ulteriore
assoggettamento, sfruttamento di risorse ed esseri viventi, distruzione
della natura (umani compresi). Questo secolo (scorso) sarebbe stato forse
"illuminante" per chi tra i rivoluzionari ottocenteschi , anche
anarchici, confidava nel progresso e nella scienza, come via emancipatrice
dei popoli…………
Dopo aver esposto neanche esaustivamente alcune delle nostre
perplessità sulla scelta di assitarci ed aver inevitabilmente suscitato
l'astio dei superliberatecnoconvinti è evidente che abbiamo optato
per l'uso anche di questo strumento di divulgazione dell'esistenza della
biblioteca e di alcuni materiali informativi, per "stimolo alla conoscenza"
(di Sé o di Che) motivo meno popularovvio della circolazione dei
Saperi (da Chi per Che?).
E' nostra volontà mantenere come forme di comunicazione quelle
tradizionali e più dirette possibili, invitiamo perciò chi
ci vuole contattare a farlo postalmente o meglio personalmente così
ci ammorberemo in maniera sia intensiva che estensiva senza farci consumare
gli occhi dallo schermo ma inebriandoci la vista e i sensi dalla palpabilità
delle nostre reciproche presenze.
CHE L'IDEA SI DIFFONDA NELLA RETE, SENZA IMPIGLIARVISI
NE FUORIESCA E SI PRATICHI NELL'AZIONE LIBERA E ANARCHICA |